SPIGOLATURE
Questo è uno spazio aperto:
raccoglie poesie, passi significativi, suggerimenti di letture, recensioni e
quanto può essere interessante da condividere per una comune riflessione.
Si potrà arricchire con le tue segnalazioni.
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Lettera al figlio
Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te
la stan perdendo e te ne attribuiscono la colpa,
se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te
ed essere indulgente verso chi ti dubita;
se sai aspettare e non stancartene,
e mantenerti retto se la calunnia ti circonda
e non odiare se sei odiato,
senza tuttavia apparire troppo buono né parlare troppo da saggio;
se sai sognare senza abbandonarti ai sogni;
se riesci a pensare senza perderti nei pensieri,
se sai affrontare il Successo e la Sconfitta
e trattare questi due impostori nello stesso modo;
se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto
distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui;
se sai guardare le cose, per le quali hai dato la vita,
distrutte e riesci a resistere ed a ricostruirle con strumenti logori;
se sai fare un fascio di tutte le tue fortune
e giocarlo in un colpo solo a testa e croce
e sai perdere e ricominciare da capo
senza mai lasciarti sfuggire una parola su quello che hai perso;
se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi muscoli
a sorreggerti anche quando sono esausti,
e così resistere finché non vi sia altro in te
oltreché la volontà che dice loro: "Resistete!";
se riesci a parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà,
o ad avvicinare i potenti senza perdere il tuo normale atteggiamento,
se né i nemici né gli amici troppo premurosi possono ferirti,
se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo;
se riesci
a riempire l'inesorabile minuto
dando valore ad ogni istante che passa:
il mondo e tutto ciò che è in esso sarà tuo,
e, quel che conta di più, tu sarai un Uomo, figlio mio!
(Rudyard Kipling )

Il bambino scarabocchia
Il bambino scarabocchia con i suoni e la mamma, pazientemente, con
sensibilità e intelligenza, li trasforma in qualche cosa che appare dotato di
senso.
La madre non trasforma tutte le macchie e gli scarabocchi del bambino. Ne trasforma soltanto un numero limitato e per un tempo limitato, giusto il tempo in cui dialoga con lui.
E lui si rispecchia negli scarabocchi e nella macchie che gli rinvia la madre, sente di essere riconosciuto, può cominciare ad esistere nel mondo, dal momento che il mondo, facendosi simile a lui, gli si mostra amico.
Il reciproco amore
Il reciproco amore
fra chi apprende
e chi insegna
è il primo e più importante
gradino verso la conoscenza.
(Erasmo
da Rotterdam)
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“Il vigliacco di oggi è il bimbo che schernivamo ieri;
l’aguzzino di oggi è il bimbo che frustavamo ieri;
l’impostore di oggi è il bimbo che non credevamo ieri;
il contestatore di oggi è il bimbo che opprimevamo ieri;
l’innamorato di oggi è il bimbo che carezzavamo ieri;
il non complessato di oggi è il bimbo che incoraggiavamo ieri;
il giusto di oggi è il bimbo che non calunniavamo ieri;
l’espansivo di oggi è il bimbo che non trascuravamo ieri;
il saggio di oggi è il bimbo che ammaestravamo ieri;
l’indulgente di oggi è il bimbo che perdonavamo ieri;
l’uomo che
respira amore e bellezza
è il bimbo che viveva nella gioia anche ieri”
Impariamo....
il 10% di ciò che leggiamo
il 20% di ciò che sentiamo
il 30% di ciò che vediamo
il 50% di ciò che sentiamo e vediamo
il 70% di ciò che discutiamo con gli altri
l'80% di ciò di cui facciamo esperienza personalmente
il 95% di ciò che insegniamo a qualcun altro.
La mia “scoperta” era stata che la felicità non è qualcosa che capita. Non è
la conseguenza della fortuna o del caso.
Non si può comperare con il denaro o ottenere per forza con il potere.
Non dipende dagli eventi esterni ma, invece, da come noi li interpretiamo.
La felicità, di fatto, è una condizione che va preparata, coltivata, “allenata”
e difesa in prima persona da ognuno di noi.
Le persone che imparano a controllare la loro esperienza interiore saranno
capaci di determinare la qualità della loro vita, che è la cosa più vicina alla
felicità che possiamo raggiungere.
Eppure non possiamo trovare la felicità cercandola deliberatamente. “Domandati
se sei felice e smetterai di esserlo” ha detto J. S. Mill.
E’ con il coinvolgimento totale in tutti i particolari della nostra esistenza,
sia buoni sia cattivi, che troviamo la felicità, non sforzandoci di cercarla
apposta.
(Mihaly
Csikszentmihalyi)
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...le tue aspirazioni
si realizzeranno solo se sarai
capace di amore e comprensione
per gli uomini, animali, piante
e stelle, così che ogni gioia
sarà la tua gioia e ogni dolore
il tuo dolore.
Apri gli occhi, il tuo
cuore e le tue mani.
Soltanto allora il mondo intero
diventerà la tua patria
e il tuo lavoro e i tuoi sforzi
diffonderanno amore.
Se un bambino vive nella critica,
impara a condannare.
Se un bambino vive nell'ostilità,
impara a combattere.
Se un bambino vive nell'ironia,
impara ad essere timido.
Se un bambino vive nella vergogna,
impara a sentirsi colpevole.
Se un bambino vive nella tolleranza,
impara ad essere paziente.
Se un bambino vive nell'incoraggiamento,
impara ad aver fiducia.
Se un bambino vive nella lode,
impara ad apprezzare.
Se un bambino vive nella lealtà,
impara la giustizia.
Se un bambino vive nella sicurezza,
impara ad aver fede.
Se un bambino vive nell'accettazione e nell'amicizia,
impara a trovare l'amore nel mondo.
Santa Pazienza
fa una collana
con mille perle
ed un filo di lana.
Da anni
infila,
Pazienza Santa
e, mentre infila,
sorride e canta.
Prova e
riprova
Santa Pazienza,
ma quel suo filo
di nodo è senza.
Perciò ogni
sera
incrocia le mani,
dice “Pazienza,
riprovo domani”.
(Anonimo)
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I condizionamenti...qualche spunto per riflettere...
Che cosa fai?" chiese il piccolo principe all'ubriacone che stava in silenzio
davanti a una collezione di bottiglie vuote e a una collezione di bottiglie
piene.
"Bevo" rispose, in tono lugubre, l'ubriacone.
"Perché bevi?" domandò il piccolo principe.
"Per dimenticare" rispose l'ubriacone.
"Per dimenticare che cosa?" si informò il piccolo principe che cominciava già a
compiangerlo.
"Per dimenticare che ho vergogna" confessò l'ubriacone abbassando la testa.
"Vergogna di che cosa?" insisteva il piccolo principe che voleva aiutarlo.
"Vergogna di bere"
(da Il piccolo principe di Antoine de Saint Exupéry)
"Non insegnate ai bambini la vostra morale; è così stanca e malata che potrebbe
far male.
Forse una grave imprudenza è lasciarli in balia di una falsa coscienza. Non
elogiate il pensiero che è sempre più raro; non indicate per loro una via
conosciuta ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita. Giro giro tondo cambia il mondo. Non
divulgate ai bambini illusioni sociali, non gli riempite il futuro di vecchi
ideali: l'unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura. Non esaltate il talento che è sempre più spento, non li
avviate al bel canto, al teatro alla danza ma, se proprio volete, raccontategli
il sogno di un'antica speranza. Non insegnate ai bambini ma coltivate voi
stessi, il cuore e la mente; stategli sempre vicini, date fiducia all'amore: il
resto è niente. Giro giro tondo cambia il mondo". G. Gaber