Le
reazioni all'impegno a realizzare una scuola secondaria
di Pinella Leocata da "La Sicilia"
L'appuntamento era stato
fissato da tempo, normale routine per i dirigenti delle sette scuole di Librino
e San Giorgio che fanno parte dell'«osservatorio d'area» della IX e della X
municipalità. Ma la notizia - e la rilevanza datale dall'impegno assunto
pubblicamente e reso noto attraverso il nostro quotidiano - ha cambiato l'ordine
dei lavori. Dovevano parlare del dimensionamento e della qualità delle scuole,
ma hanno preferito discutere della bella notizia annunciata dall'assessore
comunale alle Politiche scolastiche, e cioè l'impegno dell'amministrazione ad
aprire un liceo a Librino. Se ne era parlato in passato, altri avevano promesso,
ma poi tutto era caduto nel nulla. Adesso i presidi sperano che sia la volta
buona, anche perché la sede c'è: l'immobile costruito in viale San Teodoro
proprio per una scuola, sebbene dell'obbligo. Se a questo si aggiunge la volontà
politica, i docenti di Librino e San Giorgio cominciano a sperare.
All'assessore Sebastiano Arcidiacono esprimono tutto il loro apprezzamento, la
gioia per tale decisione e, in particolare, per la scelta di aprire non una
scuola professionale, ma un liceo, «segno - dicono - di un taglio con il
passato, della nuova volontà di riconoscere che gli abitanti di Librino non sono
cittadini di serie B, che anche qui ci sono delle qualità che vanno valorizzate
e incoraggiate».
I dirigenti scolastici di questo territorio lo segnalano da tempo: il fatto che
in un'area così vasta non ci siano scuole superiori si traduce in dispersione
scolastica e in insuccesso formativo.
La legge prevede l'obbligo scolastico fino ai 16 anni, ma i ragazzi di Librino,
quando terminano la terza media, non hanno scuole dove andare, se non
spostandosi verso il centro di città. E questo crea notevoli problemi. Spesso i
giovani e le loro famiglie scelgono la secondaria in cui iscriversi solo in base
alla vicinanza con il quartiere, senza tenere conto delle attitudini, delle
potenzialità, e questo si traduce in scarso interesse, in abbandono. Allo stesso
esito spinge la difficoltà degli spostamenti, la scarsa qualità dei trasporti,
lo spaesamento che i ragazzini provano nel trovarsi in un contesto lontano e
molto diverso dal proprio, la difficoltà di inserimento e talvolta anche il
sentirsi scoraggiati dal continuare. Mentre, sottolineano i docenti, alcuni di
questi ragazzi avrebbero bisogno di essere seguiti e spronati come si fa nelle
scuole dell'obbligo. Incidono, poi, e non poco, anche le disagiate condizioni
economiche e sociali di questa utenza e tutto contribuisce all'insuccesso
formativo e alla dispersione.
Per tutti questi motivi l'apertura di un liceo a Librino, per i docenti, è
motivo di speranza. Hanno già fatto i conti. Sono 600 i ragazzi che ogni anno
escono dalla media e questo significa che c'è spazio per tre scuole superiori.
Nelle speranze dei presidi, se oltre il liceo, ci fossero altre due scuole con
altro indirizzo - come un tecnico è un commerciali - i ragazzi avrebbero anche
maggiore possibilità di scelta.
Per tutto questo i dirigenti delle scuole Brancati, Angelo Musco,
Campanella-Sturzo, Pestalozzi, Fontanarossa, Dusmet e San Giorgio intendono
manifestare all'assessore Arcidiacono la massima possibilità a collaborare per
il decollo di questa iniziativa.