Lettera aperta all'On. Ministro della Pubblica Istruzione

 

Gent.mo Signor Ministro

 

L'apertura dell'anno scolastico con il Decreto Legge 137 non ha portato serenità nel mondo della scuola, ma incertezza, delusione e amarezza, soprattutto tra i docenti della scuola primaria, ex elementare, da sempre protagonisti attivi e progressisti della scuola italiana.

 

Difatti, la scuola elementare è il segmento scolastico, nel panorama della scuola italiana, che ottiene i migliori risultati nella valutazione delle competenze scolastiche e che tramite un'organizzazione didattica attenta ai bisogni e alle differenze degli alunni, assicura a tutti i bambini e bambine l'acquisizione dei nuovi alfabeti culturali.

 

Non bisogna assolutamente dimenticare che la società in cui opera la scuola di oggi non è minimamente paragonabile alla società di venti-trenta anni fa, quando nelle classi operava il maestro unico, il quale già negli anni '70 era una figura obsoleta e fuori dal tempo. In quegli anni fiorivano esperienze di scuola a tempo pieno, di attività integrative, di attività laboratoriali sulla spinta dei docenti sperimentatori delle nuove e più avanzate teorie psico­pedagogiche cui stavano stretti i panni del maestro unico.

 

Oggi, viviamo in un mondo che neanche la fervida fantasia di J.Verne riuscirebbe ad immaginare. Viviamo al Nord, al Sud , al Centro in una società multiculturale così dinamica, complessa, delicata, priva di valori comuni di riferimento, che facilmente rischia il disfacimento e la disgregazione. Non per nulla il noto sociologo De Rita nel Rapporto annuale del Censis ha definito la società italiana...mucillaginosa

 

In tale contesto socio-culturale, la scuola costituisce il baluardo della dimensione culturale civile italiana , l'agorà dove le varie culture s'incontrano, si conoscono, si contaminano positivamente. La scuola con le sue molteplici attività, con le attività frontali, di gruppo e di laboratorio, è difatti il grande laboratorio dei saperi, della convivenza civile e della democrazia per questo mondo bambino dai colori culturali diversi.

 

Ben vengano gli strumenti che possono aiutare la scuola a far meglio il proprio lavoro come gli strumenti del voto, che fornisce chiarezza al linguaggio dei risultati, e delle sanzioni disciplinari più severe, ma nello stesso tempo bisogna sottolineare con forza che non si può smantellare una scuola che funziona e che andrebbe potenziata nelle sue risorse professionali per far fronte alle nuove emergenze educative quali i disagi, le disabilità, le diversità, e non ultima la noia e l'assenza di motivazioni di cui soffre sempre di più il mondo giovanile, evitando l'ossequio alla logica cieca e irrazionale del taglio indiscriminato alla spesa pubblica, che abbatte l'accetta sul personale docente della scuola primaria.

Condivido l'idea che bisogna risparmiare e non sprecare le risorse, e ancora oggi, condivido pienamente ciò che diceva il vecchio, ma sempre attuale, J. Dewey, che bisogna assolutamente evitare gli sperperi in educazione.

Con il Decreto 137 del 1° settembre invece inizia l'era dello sperpero di Stato, si getta al macero, si distrugge un patrimonio di professionalità docente, di strategie didattiche, di soluzioni organizzative, di inclusione e accoglienza che la scuola elementare ha saputo accumulare dal dopoguerra ad oggi.

 

Caro Ministro ci ripensi, riguardi la storia della scuola e scoprirà le motivazioni per difenderla . Si ricordi che se l'Italia è tra i primi grandi Paesi al mondo è sicuramente merito della scuola che ha saputo formare cittadini in grado di affrontare sfide difficili in ogni campo.

 

Eugenia Garritani Assessore alla Pubblica Istruzione Comune di Crotone