Il Collegio dei Docenti dell'Istituto Comprensivo " Alcmeone" di Crotone, riunitosi in seduta unitaria e straordinaria il giorno 3 settembre 2008, alle ore 11,00,

- visto il decreto legge n. 137 del 1° settembre 2008;

esprime al Signor Ministro le seguenti osservazioni:

la scuola è un universo complesso e articolato in cui s'incontrano mondi completamente diversi: il coacervo delle contraddizioni culturali, razziali, religiose, valoriali, di cui sono portatori gli studenti e le loro famiglie  con il vasto mondo dei saperi e delle discipline, in continua evoluzione, che rispondono, comunque a ben precise regole ed equilibri, la cui comprensione, acquisizione e interiorizzazione comportano un lavoro d'insegnamento-apprendimento che non si può ricondurre alla semplice trasmissione di contenuti. La scuola attuale dunque è un laboratorio operoso dei saperi, della convivenza civile e della democrazia.

L'immagine della scuola disegnata dal Decreto è ben diversa da quella sinteticamente descritta sopra.

Il Decreto sembra scritto in un'epoca remota, quando bastava che gli alunni al termine della scuola elementare sapessero "leggere, scrivere e far di conto" . Difatti, con il semplice colpo di spugna di un decreto legge, (quando mai in una democrazia sana si riforma la scuola con un decreto legge e non se ne discute in Parlamento!), si riporta la scuola elementare al maestro unico, spostando le lancette dell'orologio della storia della scuola italiana, indietro nel tempo di decenni, che nella nostra era non sappiamo a quanti secoli corrispondano, per obbedire ad un'assurda logica di taglio alla spesa pubblica che nella cieca ferocia va a colpire tre soggetti fondamentali della nostra società e le fasce più deboli:

 

- "i bambini" a cui viene rubato il futuro e la possibilità di avvicinarsi alle varie sfaccettature del sapere, tramite il dialogo educante con un team di docenti;

- la scuola elementare, segmento formativo funzionante in maniera egregia, ancora una volta, in questo inizio di secolo, dilaniata da una prima riforma di cui nessuno sentiva il bisogno e da questo Decreto che la distrugge;

- i giovani, nel nostro caso docenti, cui come ai bambini viene negata la possibilità di guardare con speranza al futuro;

- i diversi, una categoria cui appartengono i disabili, già penalizzati dal taglio del D. 112, e gli svantaggiati socio-culturali, gli stranieri, "i creativi", i Rom .

 

Noi operatori della scuola, pur obbedendo alle disposizioni normative nel rispetto di quei valori di legalità e lealtà allo Stato, che ci contraddistinguono, rivendichiamo il dovere di mettere in guardia il Ministro, il Governo e l'intero Parlamento, la Società tutta, sulle conseguenze delle decisioni legislative riguardanti la scuola:

- le riforme debbono essere caratterizzate da continuità con le migliori esperienze maturate, miglioramento dell'esistente, prospettiva e stabilità di durata per evitare il disorientamento continuo che sta destabilizzando la scuola italiana;

- il taglio indiscriminato di posti, portato avanti tramite i Decreti 112 e 137, si abbatterà sugli studenti che si ritroveranno in una scuola giustamente più severa, per effetto delle modifiche, ma priva dei mezzi rieducativi, tanto declamati dal decreto citato, con il pericolo reale dell'esclusione scolastica e sociale, che andrà ad alimentare il triste fenomeno della dispersione e della mortalità scolastica, che a sua volta alimenta un altro e più inquietante bacino, quello della delinquenza organizzata.

In questo quadro non va sottovalutata la dispersione delle risorse e competenze professionali acquisite dai docenti della scuola primaria in anni e anni d'insegnamento nei moduli e in team.

Noi docenti chiediamo al Signor Ministro un ripensamento e l'apertura di un dialogo con le scuole, con i docenti, con le famiglie, per trovare le soluzioni necessarie per dare risposte concrete ai problemi della scuola.