Piano programmatico riguardante gli interventi sulla scuola predisposto dal MIUR  di concerto con il MEF

(Attuazione dell’art. 64 del DL n 112 del 25 giugno 2008, convertito in legge n. 133 del 6 agosto 2008)

Scheda di lettura degli effetti del piano sulla rete scolastica, sui punti di erogazione del servizio (le singole scuole nel territorio), sul numero degli alunni per classe, sui tagli agli organici di tutto il personale docente, amministrativo, tecnico ed ausiliario.

Questa scheda analizza i devastanti effetti sulla rete scolastica, sui punti di erogazione del servizio (scuole, plessi, sezioni staccate, sedi coordinate), sul tempo scuola, sugli organici del personale docente, amministrativo, tecnico, ausiliario e sul personale precario. Per gli aspetti riguardanti le ricadute sulla didattica, gli ordinamenti scolastici, la definizione ed il riordino dell’istruzione tecnica e professionale, la ridefinizione dei piani di studio e delle discipline d’insegnamento, si rinvia invece alla scheda specifica.

Riorganizzazione della rete scolastica

Per acquisire e mantenere l’autonomia scolastica tutte le scuole devono avere una popolazione scolastica compresa tra 500 e 900 alunni nell’ultimo quinquennio (parametri ordinari previsti dal DPR n. 233/98).

Il parametro massimo potrà essere superato nelle aree ad alta densità demografica, in particolare in quegli istituti secondari che “richiedono beni strutturali, laboratori ed officine di alto valore artistico o tecnologico”.

Nelle piccole isole, comuni montani ed aree geografiche caratterizzate da specificità etniche o linguistiche, l’indice minimo viene ridotto fino a 300 alunni ma solo se si tratta di istituti comprensivi (infanzia, primaria e media) o IISS (istituti di istruzione secondaria superiore) concorsi o sezioni di diverso ordine o tipo.

Nel procedere all’azione di razionalizzazione della rete scolastica va privilegiata la costituzione di I.C. (istituti comprensivi) e IISS (istituti di istruzione secondaria superiore).

La situazione attuale

- circa 700 le scuole “fuori legge” (cioè con < di 300 alunni rispetto allo standard da 500 a 900);

- altre 850 non avrebbero diritto alla deroga (300<alunni<500) perchè non sono istituti comprensivi o IISS;

- altre 1.050 sono comprensivi ma non sono collocati in comuni di montagna o piccole isole.

- In totale sono circa 2.600 le scuola interessate. Ridimensionando queste 2.600 scuola se ne ipotizza la riduzione di almeno 7-800 di esse

Le conseguenze

· Non meno di 7-800 scuole che perderanno l’autonomia. Il numero attuale, pari a circa 10.800 scuole autonome, si dovrà ridurre a non più di 10.000.

· Ci sarà un taglio di 7-800 Dirigenti Scolastici (DS) e altrettanto Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA).

· Per effetto di questo nuovo dimensionamento della rete scolastica ci sarà una diminuzione sia del personale Amministrativo che di Collaboratori Scolastici.

Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL

Le nostre considerazioni

Il nodo di un corretto dimensionamento delle scuole è certamente un tema che va affrontato per evitare uno spreco di risorse, quello che non va in questa manovra del Governo è che lo si faccia esclusivamente per fare cassa. Riqualificare la spesa, al contrario, significa recuperare risorse da reinvestire nella scuola ad esempio per mettere in campo un sistema di orientamento scolastico efficiente allo scopo di ridurre l’abbandono scolastico, fenomeno che oggi rappresenta sicuramente il maggiore spreco del nostro sistema scolastico.

Punti di erogazione del servizio e parametri relativi al loro dimensionamento

Nel piano, come si evince poi anche dalle prima bozza di regolamento predisposta dal MIUR, viene previsto, nel contesto della ottimale riorganizzazione del servizio, il riesame della consistenza dei punti di erogazione del servizio al fine di eliminare quelle situazione di scuole con un numero di bambini frequentanti eccessivamente esiguo. In sostanza tutte le scuole con meno di 100 alunni sono sotto osservazione al fine di ridurne il numero nei casi non strettamente necessari. Nella bozza di regolamento saranno previsti dei parametri minimi per la costituzione delle classi in questi plessi, sezioni staccate, sedi coordinate e quindi per la loro sopravvivenza.

Vediamo in dettaglio i nuovi parametri che dovranno essere rispettati nei diversi gradi di scuola per mantenere in vita queste scuole, plessi, sezioni staccate.

Plessi scuola dell’infanzia e primaria:

dovranno essere presenti almeno 15 alunni per classe o sezione (quindi non meno di 75 alunni in totale nei 5 anni della primaria e 45 nei 3 anni dell’infanzia);

nei centri urbani ad alta densità demografica dovranno esserci non meno di 20 alunni per classe (quindi non meno di 100 alunni in totale nella primaria e 60 nell’infanzia);

in zona di montagna o piccola isola il numero di alunni minimo è ridotto a 12 per classe (quindi non meno di 60 alunni in totale per la primaria e 36 nell’infanzia).

Scuola secondaria di 1° grado:

Le sezioni staccate dovranno avere almeno 20 alunni per classe (quindi non meno di 60 in totale nella scuola);

Nelle zone di montagna e piccole isole tale parametro è ridotto a 16 alunni per classe (quindi non meno di 48 in totale).

Scuola secondaria di 2° grado:

Le scuole coordinate, le sezioni staccate, le sezioni annesse o aggregate, o di specializzazione e gli indirizzi funzionanti nella stessa sede scolastica sono costituite con non meno di 22 alunni per anno di corso.

NB: i Direttori scolastici regionali ed i dirigenti degli USP sono personalmente responsabili del rispetto dei suddetti parametri.

Le conseguenze

· A rischio migliaia di piccoli plessi/scuola nei comuni minori.

· Attualmente sono circa 10.000 i punti di erogazione del servizio (su 28.000 totali se si esclude la scuola dell’infanzia per le sue peculiarità) che hanno meno di 100 alunni.

· Di questi circa 4.200 ne hanno meno di 50.

· Quindi 1 scuola su 3 attualmente funzionante è a rischio chiusura, cioè diverse migliaia di piccoli plessi/scuole nei piccoli comuni disagiati.

· Di conseguenza classi più numerose, meno posti docenti, meno posti di personale amministrativo, tecnico e ausiliario. In particolare il personale tecnico subirà un taglio reale più consistente e che va al di là di quello apparente (piano Gelmini) per effetto della riduzione degli indirizzi negli istituti tecnici e professionali. Infatti nessuno è in grado di valutare in questo momento gli effetti di queste norme sull’abbandono e la diminuzione della popolazione scolastica.

Le nostre considerazioni

Sicuramente la sopravvivenza oggi di tutti gli attuali punti di erogazione del servizio non sempre si giustifica come necessaria per garantire a tutti il diritto allo studio ed è vero che anche su questo ci sono margini di riqualificazione della spesa. Ma non per fare cassa e ridurre la spesa! Non si può continuare ad abbassare la spesa per l’istruzione. Riqualificare la spesa significa reinvestire tutti i risparmi possibili per innalzare la qualità del servizio: edilizia scolastica, servizi qualificati di supporto, laboratori, risorse da destinare a progetti per l’integrazione, interventi per ridurre gli abbandoni e la dispersione scolastica. Insomma, un’altra idea di politica scolastica.

Nuove norme sul numero degli alunni nella formazione delle classi, ridefinizione del tempo scuola e dell’orario di funzionamento. Gli effetti del piano di attuazione nei vari gradi di scuola.

Scuola dell’infanzia

Dal piano del MIUR si legge: “…nell’ottica di una progressiva generalizzazione della scuola dell’infanzia, l’orario obbligatorio delle attività educative si svolge anche solamente nella fascia antimeridiana con un solo insegnante. Nei piccoli centri montani e isole, per raggiungere il numero minimo di alunni sarà reintrodotto l’anticipo nella fascia tra i 2 e 3 anni”.

In sintesi:

·nessun taglio, ma neanche alcun investimento;

·generalizzazione del modello povero con maestro unico ed orario antimeridiano, con la modifica della norma che prevede come obbligatorio il tempo lungo;

·funzione di surroga alla mancanza degli asili nido nei piccoli centri con il ripristino degli anticipi.

Scuola primaria

·Sarà privilegiata l’attivazione di classi a 24 ore con maestro unico.

·Su richiesta della famiglie, compatibilmente con le risorse, saranno possibile anche le seguenti opzioni:

27 ore di cui al d.lgs n. 59/04 con esclusione delle attività opzionali facoltative

30 ore comprensive dell’orario opzionale facoltativo Si potrà avere, ai sensi sempre del d.lgs 59/04, una estensione delle ore di lezione pari ad un massimo di 10 ore comprensive della mensa. NB: nessun cenno esplicito al modello del Tempo Pieno, ma solo al potenziamento orario fini a 40 ore e sempre compatibilmente con le risorse disponibili.

Saranno progressivamente eliminati gli attuali 11.200 posti di specialista per l’insegnamento la lingua inglese obbligando tutti i docenti ad acquisire le competenze con la frequenza di un corso di 150-200 ore, per insegnare la seconda lingua nella propria classe. Quindi non è vero che l’insegnamento della lingua inglese è in aggiunta al maestro unico del modello base.

Sarà innalzato il numero medio di alunni per classe.

Conclusione

· 30.000 posti la previsione dei tagli in 3 anni

· in parte per l’attivazione del maestro unico

· in parte per l’aumento del numero di alunni per classe

· in parte per la soppressione in 3 anni di tutti i posti di specialista L2 Tanta l’enfasi da parte di questo governo e del ministro sull’insegnamento della lingua inglese, nei fatti invece spariscono tutti gli specialisti di lingua.

Effetti collaterali

Se si mantiene l’organico del tempo pieno, così come ripetutamente dichiarato e promesso dal ministro, saranno prevalentemente le scuole del centro - sud e dei territori disagiati del nord ad essere colpite dai tagli. Infatti la diffusione del TP è pari al 42,6% nel nord ovest, al 25,3% nel nord est, al 34,3% nel centro, all’8,3% nel sud, al 6,7% nelle isole e, all’interno di queste macro-aree, si concentra nelle grandi città.

Scuola media

Saranno introdotti diversi interventi che taglieranno oltre 31.000 posti in 3 anni.

In concreto:

l’orario sarà a 29 ore per tutti (rispetto alle attuali 32 in media considerando le ore aggiuntive di seconda lingua)

con la sola eccezione delle classi ad indirizzo musicale

verranno sottratte 9 ore di compresenza al tempo prolungato, passando dalle attuali 45 comprensive della mensa a 36,

il tempo prolungato potrà essere autorizzato solo se sono servizi e strutture per effettuare non meno di 3 rientri settimanali

sarà innalzato il numero medio di alunni per classe

tutte le cattedre saranno portate a 18 ore e sarà eliminata l’attuale norma di salvaguardia per i perdenti posto che verranno quindi tutti trasferiti d’ufficio.

Le conseguenze

- saranno tagliati 31.000 posti in 3 anni

- classi sempre più fino a 30 alunni

- fine del modello didattico a tempo prolungato

- lettere la disciplina maggiormente penalizzata

Scuola secondaria di 2° grado

In attesa di sciogliere il nodo sulla durata (da 5 a 4 anni?) i provvedimenti allo studio prevedono:

- i licei classici, scientifici e delle scienze umane tutti ad un orario di 30 ore settimanali

- i licei artistici, musicali e coreutica tutti a 32 ore

- gli istituti tecnici e professionali tutti a 32 ore

inoltre per tutti i tecnici e professionali si prevede:

la modifica degli ordinamenti;

l’accorpamento e la ridefinizione delle discipline/classi di concorso;

una forte riduzione degli attuali indirizzi;

l’abolizione di tutte le duplicazioni (in particolare indirizzi simili tra tecnici e professionali);

si prevede poi una forte ridimensionamento dei centri per l’istruzione degli adulti e serali

la riduzione almeno del 30% delle compresenze per gli ITP e con ricadute, ovviamente, anche sugli assistenti tecnici

tutte le cattedre saranno portate a 18 ore e sarà eliminata l’attuale norma di salvaguardia per i perdenti posto che verranno quindi tutti trasferiti d’ufficio.

infine, ovviamente, un aumento generalizzato del numero di alunni per classe con accorpamenti anche nelle classi intermedie quando il numero scende

Le conseguenze

· circa 26.000 i posti che si tagliano in 3 anni

· una forte penalizzazione per gli insegnamenti pratici e per le attività di laboratorio (con effetti anche sugli ITP e sugli assistenti tecnici)

· classi sempre più tutte a 30 alunni

Le nostre considerazioni

La semplificazione degli indirizzi nella scuola secondaria di secondo grado, il superamento di inutili duplicazioni, un ripensamento del tempo scuola forse eccessivo in taluni casi sono certamente esempi efficaci di come si possa razionalizzare per qualificare la spesa. Per questa via è certamente possibile liberare risorse che però vanno reinvestite tutte per interventi specifici nella scuola secondaria di secondo grado, e non per fare ancora una volta cassa. Ad esempio occorrerebbe reinvestire i possibili risparmi:

· per la costituzione di un organico funzionale, come già si prevedeva nella legge finanziaria per il 2008, al fine di potenziare l’offerta formativa nel biennio dove si registra il maggior numero di abbandoni;

· per promuovere attività di tutoraggio nella attività di stage scuola-lavoro per favorire un miglior inserimento nel modo del lavoro. In questa logica appare del tutto sbagliata la riduzione a 32 ore per tutti degli insegnamenti e delle attività di laboratorio degli alunni;

· tanta enfasi da parte del Governo e del ministro Gelmini sull’informatica, invece nei fatti nessun investimento anzi si prepara la riduzione degli insegnamenti nei laboratori.

Dsga, assistenti amministrativi, assistenti tecnici e collaboratori scolastici

Nel piano si prevedono una serie di interventi quali:

· la revisione delle tabelle organiche con parametri restrittivi per tutti i profili

· un taglio di posti sia per il dimensionamento delle scuole che per la chiusura dei punti di erogazione del servizio

· la revisione dell’orario degli assistenti tecnici in conseguenza, ma non solo, della revisione degli ordinamenti, delle discipline, dei laboratori nelle scuole di 2° grado.

Le conseguenze

Gli attuali precari non troveranno più lavoro, messa in soprannumero di alcune figure (Dsga e tecnici), sfuma la possibilità per tutti in particole per i collaboratori scolastici di ottenere il passaggio ai profili superiori.

DSGA: - 7/800 

Assistenti amministrativi: - 10.452

Assistenti tecnici: - 3.965

Collaboratori scolastici: - 20.076

In totale: - 44.500 posti in 3 anni

Questo è quanto risulta dalla relazione tecnica allegata al piano Gelmini. Invece, secondo le nostre previsioni queste cifre saranno molto più alte. Infatti, nessuno è in grado di valutare i danni complessivi di questa manovra che porta allo stravolgimento del sistema. Le finalità vere di questa manovra sono chiare: privatizzare i servizi. In questo modo diventa difficile per lavoratori dipendenti dalle ditte di pulizie sentirsi parte del progetto di scuola. Senza considerare che la riduzione degli organici comporterà nei fatti l’applicazione solo formale di alcune leggi come ad esempio la legge 626/96 (sicurezza nei luoghi di lavoro). Infatti, gli assistenti tecnici non potranno più garantire l’efficienza e la sicurezza dei laboratori dove si svolgono le esercitazione didattiche dal momento che il loro orario sarà tutto dedicato all’assistenza. Queste sono scelte della Gelmini che hanno una sola finalità: affossare l’autonomia scolastica e la qualità del servizio pubblico.

Per concludere

Qualsiasi riorganizzazione di un sistema complesso, e la scuola lo è, richiede maggiori investimenti e progetti di vera valorizzazione delle risorse esistenti. Ma come si evince chiaramente dai dati sopra esposti e dalle nostre valutazioni, nella manovra economica del Governo sulla scuola e nel piano attuativo del ministro Gelmini mancano entrambi gli aspetti.

Fonte: CGIL