Anonymous Scrive "Oggimedia intervista la Referente del Progetto Tutoring dell'I.C.S. A. Musco di Catania, Prof.ssa Alessandra Bryant - Barrett.
Il doocumentario inizia con una frase di Don Lorenzo Milani: "Se si perde loro (i ragazzi più difficili) la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati". Prof.ssa Bryant - Barrett, cosa si intende per Dispersione Scolastica?
«A causa di diversi fattori legati all'appartenenza a famiglie di basso reddito che svolgono lavori saltuari o irregolari, o a cause legate alla demotivazione del ragazzino a frequentare la scuola o ancora, all'esigenza di cominciare a lavorare a 13, 14 anni per aiutare economicamente la famiglia, diversi alunni della scuola secondaria di primo grado abbandonano la scuola nel delicato passaggio dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo grado».
Sulla base di quali criteri si definisce un alunno "a rischio di dispersione scolastica"?
«Secondo modalità concordate dal Collegio dei Docenti e dai Consigli di Classe, i parametri con i quali si concentra l'attenzione sugli alunni "a rischio di dispersione scolastica" sono: i comportamenti problematici, il numero delle assenze, le situazioni socio-economiche delle famiglie di appartenenza, le difficoltà di apprendimento, le segnalazioni dei Servizi Sociali e del Tribunale dei Minori».
Quali peculiarità innovative, rispetto ad altri percorsi didattici di recupero alla dispersione, caratterizzano il Progetto Tutoring?
«Alcuni docenti interni alle Istituzioni, si "prendono cura" dei ragazzini più problematici, diventandone così tutor, cioè garanti rispetto al mondo esterno e fondamentale punto di riferimento per l'alunno e la famiglia».
Quale metodologia adotta il tutor?
«Ogni tutor studia un percorso individuale che lo avvicina con fiducia al ragazzo tuttavia, si tiene conto della seguente metodologia comune: il contatto con le famiglie degli alunni per creare un maggiore e più efficace dialogo collaborativo, i colloqui con i coordinatori delle classi per venire a conoscenza della personalità del ragazzino ed ancora, l'accompagnamento pomeridiano del ragazzo a teatro, al cinema, allo stadio, agli uffici postali (per imparare a compilare un bollettino postale), per far conoscere altri contesti di vita sociale assenti nei "quartieri difficili" in cui questi giovani vivono».
A quali ragazzini è indirizzato il Progetto Tutoring?
«Inizialmente, nell'anno scolastico 2006/2007, il progetto è stato indirizzato a 16 alunni di terza media che, affiancati a 16 tutor, sono riusciti a superare gli esami di licenza media. Negli anni successivi, in seguito al successo della sperimentazione, la scuola decise di estenderlo anche ai ragazzi di prima e seconda media. Il tutor, in questo modo, seguendo il ragazzino in un percorso più lungo, ha la possibilità di coinvolgerlo nelle discipline scolastiche con maggiore complicità ed amicizia».
Superati gli esami di licenza media, quali indirizzi scelgono gli alunni affiancati dai tutor?
«Gli alunni che sono riusciti a superare gli esami di licenza media hanno scelto di frequentare gli Istituti di Formazione Professionale, l'Istituto Professionale di Stato per i servizi alberghieri e ristorazione, gli Istituti Statali d'Arte».
La loro frequenza nelle scuole medie superiori viene seguita dai tutor?
«Seguiamo e monitoriamo la loro frequenza durante tutto il primo quadrimestre della scuola di destinazione. Sarebbe auspicabile che il Progetto Tutoring proseguisse nelle scuole superiori in modo tale che un nuovo tutor possa continuare ad operare per il successo formativo dell'alunno».
Ci congediamo dalla Professoressa Bryant Barrett ringraziandola per il suo cortese intervento.
Melania Costantino
"