Su “LA SICILIA” del 17 Settembre, a pag. 30 nel contesto dell’articolo “ISTITUTO D’ARTE SENZA SEDE---COLPO DI SCENA: REQUISITA LA RECUPERO, MA E’ INAGIBILE PER PESANTI LAVORI IN CORSO”
a firma di Pinella Leocata, si legge:
“…Torna così in auge l’ipotesi che l’Istituto d’Arte aveva scartato con sdegno: quello della scuola Brancati di San Giorgio, 26 aule e altri spazi da riadattare…”.
In questi ultimi mesi il problema della sistemazione in altra sede dell’Istituto d’Arte è stato al centro di innumerevoli incontri e iniziative, puntualmente ripresi dagli organi di informazione.
E’ indubbio che la prospettiva di dover abbandonare una sede prestigiosa come l’ex Collegio dei Gesuiti, peraltro collocato nel centro storico della città, possa determinare, sia negli alunni che negli operatori scolastici uno stato d’animo di profonda frustrazione, ancor più se tale decisione viene assunta in modo improvviso e repentino, privo di una adeguata programmazione e gestione di valide soluzioni alternative da parte dell’Ente preposto.
Ci si augura che la soluzione che verrà adottata sia la più rispondente alle esigenze didattiche ed organizzative dell’Istituto d’Arte.
Tuttavia, nella nostra qualità di Capi d’Istituto che operano, ormai da anni, nel territorio di Librino, San Giorgio, Villaggio S. Agata, non possiamo non manifestare, anche a nome delle comunità scolastiche da noi dirette, il più profondo disagio e rammarico, nel notare come, ancora una volta, la periferia della zona sud di Catania diventi oggetto di disprezzo nel giudizio di quanti, forse, la conoscono solo per cliché.
Pur nel rispetto delle opinioni di tutti, infatti, vorremmo comprendere meglio la natura e la ragioni dello “SDEGNO”, evidenziato dalla giornalista, manifestato dall’Istituto d’Arte in merito alla possibilità di una sua presunta collocazione a Librino.
Cogliamo, ancora una volta, l’occasione per evidenziare il permanere di una situazione di TOTALE ASSENZA, anche per l’anno scolastico che sta per iniziare, della scuola superiore a Librino.
L’allocazione in quest’area dell’Istituto d’Arte avrebbe potuto inquadrarsi come un primo passo in direzione risolutiva di tale annoso problema, da noi più volte evidenziato.
La scuola sarebbe stata accolta con grande entusiasmo e disponibilità e, grazie alla sua caratterizzazione “ARTISTICA” si sarebbe, a nostro parere, ben inserita in un quartiere divenuto ormai da anni cantiere e sede di grandi iniziative artistiche, peraltro sempre puntualmente raccontate da codesto quotidiano.
In questo quartiere grandi artisti e operatori dell’Accademia di belle arti, insieme agli alunni delle nostre scuole, hanno dato vita a manufatti di grande valore e di forte impatto ambientale: le 100 bandiere per essere città, quelle che ancora oggi abbelliscono i nostri ospedali, il Muro della Bellezza, potevano considerarsi una valida cornice e predisporre alla migliore integrazione di tale tipologia di scuola nel contesto.
La nostra sensazione, invece, è che, ancora una volta, questa zona della città, che ospita circa un terzo degli abitanti di tutta Catania, sia considerata, (proprio da quelle Amministrazioni che dovrebbero avere più a cuore, e potrebbero operare in favore della crescita e dello sviluppo di quest’ area), una sorta di GHETTO, INDEGNO di ospitare una scuola secondaria di II grado.
Unicamente questa potrebbe essere la chiave di lettura delle scelte dell’Amministrazione Provinciale, che preferisce cercare, tramite bando, locali privati in centro città, (per i quali pagare affitti rilevantissimi), piuttosto che provvedere, con contenuti
interventi strutturali, a fornire all’Istituto d’Arte una sede scolastica propria e ben attrezzata, da cui non dovere mai più essere sfrattata.
A tal proposito si coglie l’occasione di far notare agli amministratori provinciali e locali, che lo scorso anno, proprio su questo giornale e in altre circostanze pubbliche, avevano espresso con veemenza la propria indignazione nei confronti di chi manteneva scetticismo in merito al fatto che a settembre del 2009 alcune classi dell’Istituto “Lucia Mangano” avrebbero funzionato nella succursale di Librino (anche questi locali dell’Istituto Brancati), che domani è il primo giorno di scuola (da calendario regionale), i locali in oggetto sono desolatamente vuoti e privi di manutenzione, e nessuna classe della “Mangano” funziona a Librino.
Sembra proprio che la scuola secondaria di II grado non intenda operare su Librino nemmeno se costretta; e tale determinazione, oltre che creare disagi nella frequenza scolastica dei ragazzi residenti, amareggia profondamente chi in questa parte della città crede e lavora, e pesa come un macigno sulle possibilità di crescita e sul futuro di Catania Sud.
Catania, 16 settembre 2009
I Dirigenti scolastici :
· Cristina Cascio IC MUSCO
· Vincenzo Costanzo IC DUSMET
· Santo Molino IC PESTALOZZI
· Giuseppe Vascone IC BRANCATI